Giuse Rossetti – Poesie sparse

Senza titolo

Odore di pulito,

odore d’Africa umida,

odore di te.

Odore della mia ombra.

La tua.

Sogno diurno

Meno male che questo

non è altro che un sogno.

Pensa

se fossimo nati davvero,

dovremmo amarci senza perdere tempo.

Sfida e speranza

Sai,

io ero il padrone del mondo.

Non l’ho mai detto a nessuno,

sapevo che un giorno

mi avresti rubato tutto.

Intruso

Dove sei?

Ho peccato,

ho sbirciato la gioia

che non è mia.

Portala qui,

va difesa.

Faccio ancora un po’ di spazio

qui dentro,

tiro un respiro ogni tanto,

proprio per non morire.

E ancora faccio spazio

qui dentro.

Mal che vada sarò solo,

ma almeno non starò stretto.

Hai voglia ad aspettare

i frutti

davanti all’albero di plastica.

Ora spazio ce n’è.

L’unico consiglio

Non so che dirti

bambino mio,

abbiamo la stessa età,

solo che ho perso

le mie colorate

matite da viaggio.

Tutti

o quasi tutti le hanno perse,

sono in pochi ad accorgersi

che se le potrebbero ricomperare.

Ma di cosa vuoi aver paura?

Hai la faccia di cresce,

di chi cresce e non lo sa.

Che poi la vita

è un lungo treno di ore,

è facile salire

una volta nati.

Ma alla fine

non capiremo mai

perchè non ci resta maniera

per aspettare un minuto in più.

Allora quello di vivere

resta l’unico consiglio.

Donna mia

Sorella mia,

non siamo fratelli noi.

Già,

dovrei scordare questi posti,

scordare l’amore,

per trovare

qualche padre in comune.

Miracolati

Diverso,

mi risuona dentro

diversa.

Ma poi sappiamo

diversi da cosa?

Solo dagl’altri?

Magari un giorno

ci penseremo meglio,

magari ci basterà.

Oltre il confine dell’amicizia

Ho fatto visita

al mio antico

mucchio di macerie,

per dare un senso

alla polvere

e alla dimenticanza.

Incredibile,

sei rimasta seduta lassù

per così tanto tempo?

Io in giro a cercarti,

all’ombra

dei giri di parole.

C’è un tremolio bollente

a comandare il respiro,

a vegliare sulla lucidità.

La sua orgogliosa

morte indolore.

E’ l’alba di parole sottili,

tempo d’assecondare movimenti,

attutirsi gli sguardi

a vicenda.

Futuro eremita

Ho l’ereditata ambizione

di costruire

quattro mura di parole,

nascondermici

e restare in attesa

di tutto ciò che vola.

Stanco della mia dimensione.

Sarò mio unico padre

e mio unico figlio.

Se qualcuno prima,

anche senza volare,

non vorrà sacrificare

un paio di solitudini.

La lucidità

C’era la pioggia che amo,

la stessa pioggia che allontana

quel sole tutto tuo.

Un’orchestra d’alberi

s’è presa la briga

di tacere per noi,

così per parlare.

Che piacere

quando la tua voce

riempie le pause della mia.

Ho la mano ferma,

immobile,

trattenuta da una tasca

amica.

So tremare di dentro

senza farlo notare.

Cerchi la spiaggia

per questo mare di folla

e la spiegazione

al mio sintomo inesistente.

Vorrei trovare altri suoni,

altri colori,

altre forme

ed altri odori,

ma non ti resta

che risucchiare il solo nulla

che ti circonda.

Senza titolo

Calma,

c’è posto per tutti,

qui,

dove l’immaginario

ha segnato i confini.

Qui,

terra nuova ed antica,

dimora di signori pezzenti,

di eleganti straccioni

Eroi

pressochè sconosciuti,

pronti a difendere il grigio

dall’entusiasmo

di altri colori.

Qui,

dove tempo e parole

plasmano

tempo e parole.

Calma,

c’è posto per tutti

e anche per gl’altri.

Qui,

nella terra dell’arte

e di chi,

senza capire,

crea l’altare lucente

di chi

non crede agli altari.

Diamo un nuovo nome al mondo,

è l’unico a disposizione.

Tutto nostro.

Routine

Qualcuno strilla

che tutto è troppo bello,

così il pessimista di turno

pensa che qualcosa non vada.

L’ottimista s’impegna

in qualche modo a strillare.

Chi sta zitto vorrebbe ridere,

ma s’accontenta di godere.

Capirsi

Volevo un’ostilità speciale

da usare come arma.

Ho trovato l’ostilità.


6 Risposte to “Giuse Rossetti – Poesie sparse”

  1. Grazie per le poesie buone !
    Suggerisco la possibilità di togliere un bel po’ di a capo — o tutti, volendo –.
    Resterebbe il loro senso.
    Potresti per esempio — neanche questo dico di dovere fare — disporre le parole a quadrato. Di una o di tutte le poesie insieme. Con singole lettere o parole in orizzontale, come s’usa coi versi soliti, o in verticale, ruotate ad angolo retto, e pure capovolte.
    In fondo tutte le poesie cogli a capo sono poesie visuali.
    Anche tutti i testi includono messaggi paraverbali. Ad esempio questo stesso commentino che sto scrivendo ha un certo font e un colore, e non è neppure il nero. Ciao

  2. Trovo che andare a capo in poesia non sia certo una sorta di sfilata modaiola. Una frase che resta tutta sola sulla riga ha motivo per essere così; già di per sè ha parte del senso globale, un tasselo del mosaico che il poeta ha pensato. E forse la pensano così alcune altre migliaia di poeti o presunti tali.

  3. Ciao Giuse sono la vale la cugina di andrea,
    anke io scrivo “poesie” ma di certo non sono belle quanto le tue.
    Non sapevo avessi un sito bravo!!!!!!!! così ti fai sentire.
    Complimenti per le poesie veramente emozionanti.

  4. Ciao Vale! E’ un piacere averti qui, sei la benvenuta. Grazie per i complimenti. Non è troppo facile stabilire se un poesia sia “bella” o meno, è soggettivo. L’importante è che siano vere, e soprattutto dobbiamo essere i primi a capirle se vogliamo che anche gli altri le comprendano.

  5. Caro Giuse devo farti i miei complimenti, sono bellissime queste poesie, proprio belle

  6. Grazie, sei molto gentile.

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