Salviamo la Valtrebbia.

La Valtrebbia è quella che venne definita da Hemingway come una delle più belle valli del mondo, e il fiume Trebbia fino a pochi anni fa era considerato uno dei fiumi più puliti d’Italia. Sicuramente ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi in cui Hemingway girava da queste parti, ma questa valle è ancora meravigliosa, e anche se la portata d’acqua non è più la stessa (a quei tempi non c’erano le dighe!), il fiume è ancora uno dei pochi balneabili in Italia, ma nonostante ciò da un pò di anni a questa parte, sembra che sia in atto un disegno per devastarla e distruggerla il più possibile.
Ma molte persone si stanno rendendo conto di quello che sta succedendo, e stanno cominciando a domandarsi se è possibile che per la bramosia di pochi si debba distruggere quello che è di tutti. Il successo della recente campagna NOTUBE ne è un esempio; la stragrande maggioranza dei piacentini ha capito di che truffa si trattava, ed è riuscita a fermare (con le proprie firme e la partecipazione diretta) questi “squali” che minacciavano le nostre valli. In Valtrebbia per adesso i progetti sono stati sospesi (furor popoli!), ma la Valnure e molti altri torrenti sono ancora in pericolo, ed è per questo che non dobbiamo abbassare la guardia!
(Comitato difesa Trebbia, Nure, Aveto:)

“Per avarizia, egoismo e per la supina abitudine dalla quale nessuno di noi è libero di considerare la terra come proprietà, noi deformiamo il paesaggio e degradiamo l’agricoltura, e il contadino vive una vita meschinissima, egli conosce la natura da ladro.” (Thoreau)
“Non c’è nulla di più fragile dell’equilibrio dei bei luoghi. Le nostre interpretazioni lasciano intatti persino i testi, essi sopravvivono ai nostri commenti, ma il minimo restauro imprudente inflitto alle pietre, una strada asfaltata che contamina un campo dove da secoli l’erba spuntava in pace, creano l’irreparabile.
La bellezza si allontana, l’autenticità pure.” (Yourcenar)
“Io credo, credo profondamente che il vero fascismo sia quello che i sociologi hanno troppo bonariamente chiamato “la società dei consumi”, e la vera intolleranza è quella del consumismo, della permissività concessa dall’alto, voluta dall’alto, che è la vera, la peggiore, la più fredda e spietata forma di intolleranza. Perchè è intolleranza mascherata da tolleranza. L’ansia del consumo è un’ansia di ubbidienza a un ordine non pronunciato, ognuno in Italia sente l’ansia degradante di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero(!), perchè questo è l’ordine che egli ha ricevuto, e a cui “deve” obbedire, a patto di sentirsi diverso,e mai la diversità è stata una colpa così spaventosa! E’ l’omologazione che ha distrutto l’Italia. Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la più brutta epoca della storia dell’umanità!” (Pasolini)


l’unico commento che possiamo lasciare;Grazie Giuse,e grazie a tutti quelli che come te si interessano a questi problemi!
Prego, le priorità non si chiamano così a caso.
Ho conosciuto “la” Trebbia(come gli abitanti del posto usano chiamare il loro fiume)e la vallata omonima nel lontano 1976 quando conobbi mia moglie che allora insegnava a Bobbio e da allora non l’ho più lasciata(la valle) anche se vivo e lavoro a Milano, sono così innamorato di questi posti che ho finito per comprare una casa dalle parti di Coli (a 7 Km. da Bobbio)e ci vengo appena posso.Tempo fa, ho scritto anche una lettera al giornale “la Libertà” di Piacenza, per lamentare lo stato pietoso in cui versa il fiume ma, credo che serva a poco l’iniziativa individuale per cui eccomi qui ad aderire al vostro “esercito” di difensori.Contattatemi pure,grazie e a presto.Ciao.